candidata Sindaco di Genova

candidata Sindaco di Genova - Manuela Arata

perché amo la nostra città

perché penso che dobbiamo tornare a produrre ricchezza
sennò non aggiustiamo neanche un tombino

perché ho un sacco di idee

perché mi fido degli altri, delle donne e dei giovani

perché ho fatto politica nel mio lavoro
con le prime aziende spin-off dalla ricerca

con il Festival della Scienza che ha rivoluzionato la comunicazione scientifica
e ha coinvolto migliaia di giovani in una bella avventura culturale, umana e lavorativa
che ha reso Genova famosa in tutto il mondo

con la prima nursery aziendale in Italia

con le prime donne dirigenti nella ricerca pubblica

parte l'appello alle forze politiche e sociali del centrosinistra affinché sostengano la mia candidatura civica

 

chi vuole sottoscrivere l'appello può inviare mail a sostenitori@manuelaarata.it con nome, cognome e professione. cerchiamo firme di persone per bene stimate nel loro ambiente.

 

qui sotto il documento, buon lavoro Genova!

Candidatura Candidatura [37 Kb]

Genova deve tornare a sorridere

Genova deve tornare a sorridere - Manuela Arata

guardare al futuro, pensare di poter migliorare, non possiamo regalare ai nostri figli solo mugugni e desolazione.

Per la mia generazione è venuto il momento in cui non possiamo più fare finta di niente e ci dobbiamo impegnare in prima persona, glielo dobbiamo.

Anche se per loro è già tardi: bisogna progettare la Superba con i nostri figli per i nostri nipoti.

Genova ha il porto, i cantieri e le riparazioni, l’alta tecnologia, il turismo e il commercio, che può ritornare fiorente se lo si valorizza in una vocazione di “c’è tutto per il mare”.

Genova ha bisogno di essere pulita, riordinata, resa vivibile come merita per la sua incredibile bellezza e per il suo magnifico clima.

Genova deve essere modernizzata, integrata nel NordOvest, deve essere fatta funzionare nella mobilità e nei servizi, resa attraente per chi qui vuole lavorare o studiare, ci dobbiamo preparare alla nuova rivoluzione industriale.

La città più anziana d’Italia deve riuscire a mettere insieme le varie generazioni, i suoi quartieri, il suo incredibile volontariato, deve rassicurare i cittadini, farli partecipare alla vita della comunità, offrire opportunità ai giovani e a chi è arrivato da fuori affontando viaggi tremendi, ascoltare i sogni dei bambini, come noi donne facciamo ogni giorno.

Scrive Richard Florida che le città migliori nascono da tre fattori “T”: Talento, Tecnologia e Tolleranza. Tre fattori che abbiamo anche noi (diciamo che i talenti magari sono da recuperare perché fuggiti altrove…) e di cui dobbiamo essere orgogliosi, magari aggiungendo un’altra T, quella di Trust - la fiducia - che purtroppo non è propriamente nel nostro DNA.

L’orgoglio e la dignità ce li abbiamo, il problema è che li esibiamo solo nelle disgrazie, quando dobbiamo spalare fango e allora ci rendiamo conto della forza dei Genovesi.

Ci dobbiamo mettere tutti insieme, la politica deve dare spazio a chi vuol fare, deve indirizzare, regolare, controllare, ma non deve chiudersi a riccio nelle stanze del potere, perché così - lo abbiamo visto - la comunità perde identità e si impoverisce.

Dobbiamo riallacciare i nodi tra il governo della città e i livelli intermedi, le associazioni, i gruppi attivi e i cittadini, ricominciare ad ascoltare e anche a discutere (non c’è bisogno di gridare!)

Non possiamo continuare a guardare indietro, a rinviare le scelte per amore del quieto vivere.

Genova ha bisogno di un cambiamento radicale.

Per amore di questa città parliamoci, battiamoci per ripristinare la politica alta, ascoltiamo i giovani e smettiamola di dirgli come sono sfortunati: studi recenti sostengono che i millennials sono la generazione a più alto potenziale nella storia dell’uomo, per accesso alla conoscenza, per la lingua franca e perché si possono muovere fisicamente e virtualmente come non era mai accaduto prima. E’ vero, qui non sono la maggioranza, ma sono il futuro, la città si deve organizzare per loro, investiamo su di loro, magari possiamo non comprargli casa, ma aiutarli a mettere su una loro impresa.

Dobbiamo portare Genova nel mondo e portare il mondo qui, sono certa che potremo trovare aiuti dai tanti che sono via, quelli che hanno avuto successo all’estero e possono avere a cuore il rinascimento della città in cui sono nati.

Perché il primo punto nell’agenda politica deve essere lo sviluppo, per portare lavoro e tornare a produrre. Questo è molto di sinistra perché se non torniamo a produrre ricchezza non avremo nulla da distribuire e non potremo sostenere chi ne ha più bisogno.

L’esperienza del Festival della Scienza è stata magnifica per come ha reagito la città: con un entusiasmo, una curiosità e una generosità che si celavano sotto uno strato di diffidenza evidentemente non tanto spesso. E guarda caso lo hanno reso forte più di tutti i ragazzi e le Signore che con la loro generosa ospitalità hanno lasciato il segno di Genova nel cuore di tanti scienziati che oggi ne parlano in tutto il mondo.

Con questo spirito e con forza, coraggio, generosità e determinazione ce la possiamo fare.

Personalmente sono abituata a sentirmi dare della sognatrice e a smentire puntualmente con i fatti ogni incredulità, perché per dirla con Albert Einstein “Tutti sanno che una cosa è impossibile. Poi arriva uno che non lo sa e la fa”…

Allora, pensiamo pure che il rilancio di Genova sia impossibile, ma facciamolo!

 

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Genova medaglia d'oro alla Resilienza

Genova medaglia d'oro alla Resilienza - Manuela Arata

Insieme ad alcuni amici dalla primavera scorsa abbiamo avviato un ragionamento sul futuro della città e sul modo per affrontare le prossime elezioni amministrative.

L'idea di fondo è che si debba partire dalle scelte programmatiche, puntando ad un rlancio forte di Genova, e alla selezione di candidati per il suo governo che siano scelti in base alla capacità e non all'appartenenza.

Il 29 dicembre 2016 con i partecipanti al "Laboratorio aperto sul futuro della città" ci siamo incontrati a Mente Locale per condividere l'approccio e il 14 gennaio 2017 alla sala del CAP abbiamo organizzato 8 tavoli, ciascuno gestito da uno dei giovani dell'Associazione Supernova, che hanno offerto a tante persone la possibilità di poter tornare a partecipare alla discussione politica "alta" che Genova merita.

I tavoli hanno affrontato i temi: Produttività, Mobilità, Efficienza, Cultura, Città cosmopolita, Vivibilità, Sicurezza e Risorse avendo una griglia di base con una serie di spunti sui quali ciascuno ha avuto un'ora e mezzo di tempo per discutere e 30' per preparare una slide che il rapporteur a successivamente presentato in plenaria.

Le linee guida emerse da questo esercizio di partecipazione verranno ora incrociate a livello territoriale per individuare le priorità e le emergenze di ciascun territorio.

E' stato molto interessante e bello, perché per dirla con Gaber "la libertà è partecipazione", e anche il padrone di casa era contento perché "non avevo mai visto tanti giovani in una riunione politica"...

Lo slogan che abbiamo individuato incita alla "resilienza", che è quella capacità dei sistemi biologici di rigenerarsi dopo una crisi. La coincidenza bella è che nel 1947 Genova fu insignita della Medaglia d'Oro alla Resistenza e 70 anni dopo può rialzarsi per avere la Medaglia d'Oro alla Resilienza...

L'Innovazione in città

L'Innovazione in città - Manuela Arata

Con questa iniziativa ho avviato una riflessione e discussione ampia e aperta sul tema che oggi "fa la differenza".

E' importante capire i meccanismi e condividere le scelte per creare condizioni favorevoli affinché l'innovazione fiorisca e migliori la qualità della vita della nostra città.

Nel primo incontro del 7 giugno 2016 ci siamo confrontatti con Alberto Balbi, Fausto Aristide Massardo, Emanuele Piazza e Pippo Rossetti sulle 3T (Talento, Tecnologia e Tolleranza) e sulla nuova geografia del lavoro.

Il 30 gennaio 2017 al Museo Garibaldino di Quarto abbiamo affrontato l'argomento partendo da una "sorpresa", e cioè che Garibaldi ha vissuto nella casa di Meucci a New York lavorando nella sua fabbrica di candele a lento consumo per aiutarlo a mettere via i soldi per pagare il brevetto del telefono (non ce l'hanno fatta, come noto...)

Pronta a discuterne in tutte le sedi territoriali, per chi vuole...

Innovazione Innovazione [2.112 Kb]

A Pioneer in Innovation

About Pioneers…

It is impossible to ask a pioneer to have an Academic qualification which can arrive 30 years after pioneering… 

This is the case of Manuela Arata, who started working in Technology Transfer in 1986 within the first Italian Consortium among Industries and Research Organisations founded by Prof. Romano Prodi who was at that time President of the Italian State-owned IRI Group where Manuela (was working at the Commercial and International Department of Ansaldo Thermoelectromechanical Group since 1976.

It is finally useful to stress that nowadays, 30 years after she started her long, outstanding and generous career in knowledge and technology transfer, the only University Degree specifically entitled to Technology Transfer was started at Ca’ Foscari University in Venice, whilst only masters and post degree courses have been promoted in several Universities in Italy also with her support, none of which at the level of PhD. 

Concluding, do not pretend a Pioneer to produce titles, but facts and results, and here they are… 

Read the whole here

Pioneers Pioneers [53 Kb]

chi sono

chi sono - Manuela Arata

Ho 60 anni, 2 magnifici figli di 28 (Giovanni) e 25 (Pietro), ho lavorato tutta la vita nell'innovazione, con un approccio pionieristico che mi ha portata a confrontarmi a livello internazionale. Ho avuto l'onore di essere stata nominata Ufficiale al Merito della Repubblica per iniziativa propria del Presidente Carlo Azelio Ciampi, di ricevere la Magnolia Silver Medal della Municipalità di Shanghai e la medaglia d'oro Cristoforo Colombo della Città di Genova. Nel 2016 sono stata nominata Cavaliere al Merito della Repubblica Francese. Ora che sono nella terza vita faccio cose (canto, ceramico, cucino), vedo gente (makers, politici, bambini, ecc.) e lascio lavorare l'immaginazione che sorprendentemente è sempre più fertile!

le mie ceramiche

le mie ceramiche - Manuela Arata

Piatto Nuziale